giovedì 12 marzo 2020

La disuguaglianza (Sociologia)

La distribuzione differenziata del potere produce disuguaglianza tra le persone.
Si parla di disuguaglianza sociale quando gli individui che appartengono a una certa società non hanno uguale accesso alle risorse che questa mette loro a disposizione. 

Di fatto non esiste una società in cui tali risorse non siano distribuite inegualmente.
Una forma di disuguaglianza sociale particolarmente sentita è la disuguaglianza di ricchezza economica.
Vi è poi la disuguaglianza di prestigio, cioè legata al grado di considerazione in cui viene tenuta una certa  persona o un certo gruppo sociale.
Un quadro importante fattore di disuguaglianza è costituito infine dall'istruzione e dalle risorse culturali, dato che una maggiore istruzione pone chi la possiede in una posizione di privilegio rispetto  a chi ne è privo: non certo di superiorità morale, ma sicuramente di vantaggio nel cogliere le opportunità della vita.
Al giorno d'oggi, i principali fattori di disuguaglianza sono legati alla posizione occupata da ciascuno nella vita professionale.
Il carattere molteplice e articolato della distribuzione delle risorse sociali può trasformarsi in uno strumento attraverso cui la società rende "appetibili" diverse posizioni al suo interno, riducendo cosi il malcontento e il conflitto tradizionalmente creati dalla disuguaglianza sociale quando essa è radicale e unilaterale.
La società in cui viviamo non ha più una struttura semplicemente piramidale: pochi privilegiati che stanno al vertice e la maggior parte della popolazione fatta di svantaggi.

Il potere come poter-fare (Sociologia)

Le strutture di potere su cui si basa la società non sono soltanto strumenti di ingiustizia. Talcott Parsons afferma che il potere non è solo uno strumento di vessazione, ma rappresenta anche la condizione per poter agire. Infatti grazie alla distribuzione del potere per la società diviene utile realizzare delle cose utili per sé e per i propri membri.
Il potere la pensione sana per la società nella misura in cui è uno strumento per mobilitare delle risorse in vista di un obiettivo da raggiungere. Il potere "su" trasforma allora il potere "di", nel poter fare una certa cosa.
Le strutture di potere istituzionalizzate, le posizioni di autorità, hanno spesso una funzione positiva non solo per chi le occupa anche per chi è a esse sottoposto nella misura in cui sono strutture razionali cioè pensate in funzione di un obiettivo da raggiungere.
 Ogni fare comporta un impedimento al pari degli altri.
La distribuzione diversificata del potere e, impatto sociale qualcosa che semplicemente c’è e non può essere eliminato e che può assumere significati positivi o negativi.

potere informale e autorità (Sociologia)

Un'altra forma di potere secondo Weber è la probabilità che un certo soggetto ha di imporre la propria volontà all'interno di una relazione sociale.
esiste una manifestazione più generalizzata e informale del potere, consistente nella capacità di ottenere qualcosa contro la volontà altrui, senza necessariamente ricorrere a dei comandi espliciti. Si tratta di un fenomeno che va aldilà della distribuzione delle posizioni nelle organizzazioni sociali.
Le disuguaglianze nella distribuzione del potere non sono un prodotto esclusivo della società istituzionalizzata, ma hanno una radice più profonda nella natura dei rapporti umani in generale. Il potere non è solo un fatto istituzionale e burocratico: ogni interazione tra uomini e in qualche modo aperta all’instaurazione di rapporti di potere.
L’autorità è sempre inerente a una certa posizione sociale.
Il potere informale è personale ad esempio tra amici e fa leva su personalità e carisma, è funzionale alla gestione individuale della vita quotidiana
Il potere istituzionale è impersonale e fa leva sullo status ed è utile per obbiettivi socialmente utili.
L'autorità è inerente a una posizione sociale è chiamato a occupare il ruolo chiunque occupi quella posizione

Il fenomeno del potere (Sociologia)


La vita sociale è contraddistinta da una costante tensione verso
l'irrigidimento in forme stabili di comportamento e di interazione e come da questo irrigidimento nascano posizioni sociali che restano costanti nel tempo.
Il processo di irrigidimento della vita sociale è chiamato processo di istituzionalizzazione, dà vita a strutture sociali anch'esse relativamente rigide e cristallizzate, vale a dire le istituzioni e le organizzazioni della società.
La gerarchia delle posizioni nelle organizzazioni non è basata sul valore o sul prestigio, ma sul potere.
Ogni organizzazione sociale presenta dunque al proprio interno una distinzione più o meno rigida di ruoli e posizioni.
Ma una distinzione di ruoli e posizioni comporta necessariamente una distribuzione differenziata del potere all'interno dell'organizzazione sociale.
La scuola, i ministeri, gli ospedali e l'esercito sono tutti basati su una divisione dei compiti e su una precisa attribuzione di ruoli, quindi anche su una distribuzione gerarchica del potere.
Il potere non è affatto limitato alla sfera della politica e dello stato.

Max Weber
definisce acutamente il potere di un certo soggetto nella società come la possibilità che i suoi comandi trovino obbedienza da parte di altre persone.
Più uno è certo che i propri comandi verranno eseguiti, più si dice che ha il potere.
L'obbedienza è in un certo senso, la "misura" del potere.
Esiste una manifestazione più informale e generalizzata del potere, consiste nella capacità di ottenere qualcosa contro la volontà altrui, senza necessariamente ricorrere a dei comandi espliciti.
Il potere non è solo un fatto istituzionale e burocratico: ogni interazione tra gli uomini è in qualche modo aperta all'instaurazione di rapporti di potere.
Le strutture di potere su cui si basa la società non sono soltanto strumenti di ingiustizia.
Il potere  ha una funzione "sana" per la società nella misura in cui è uno strumento per mobilitare delle risorse in vista di un obbiettivo da raggiungere. Il potere "su" si trasforma in potere "di", nel poter-fare una certa cosa.

FRANCKE (PEDAGOGIA)

Durante il seicento si sviluppa in Germania un movimento detto "Pietismo" che mirava a recuperare l'originario messaggio di Lutero.
August Francke a cui si deve l'elaborazione della pedagogia pietistica. Si rese conto della povertà materiale e morale della gioventù e si dedicò con instancabile attivismo all'educazione dei giovani. Inizialmente accolse i bambini poveri e orfani aprendo un orfanotrofio che sarebbe diventato celebre in tutta Europa. Francke diede vita a delle scuole differenziate per ceto e per genere: per fanciulli di media condizione, agiati, fanciulle povere ecc...
Non imparavano solo a leggere, scrivere, a fare di conto, ma studiavano anche come fare di conto, le discipline scientifiche, il latino, l'ebraico, le lingue moderne, e insegnamenti di carattere pratico. I ragazzi potevano scegliere le discipline in cui meglio riuscivano. Grazie a questa scuola un terzo degli orfanelli riuscivano ad accedere alle università.
Francke però adottava una pedagogia molto rigida, non comprendeva l'importanza del gioco, della fantasia, della musica, della danza e del teatro.
L'espiazione era per Francke il momento centrale del processo che conduceva alla conversione e alla rinascita, ovvero alla formazione dell'uomo nuovo. Francke aveva un doppio carattere: un aspetto decisamente repressivo e uno rispettoso delle inclinazioni naturali dell'alunno.

Comenio e l'educazione universale (pedagogia)

Comenio è il maggiore esponente della pedagogia di fede protestante, il fondatore della pedagogia e della didattica moderna. Nato a Moravia nel 1592. La vita di Comenio si svolse durante un periodo storico drammatico, segnato dalla guerra, dalla peste e dalle carestie. Comenio vuole restaurare la moralità mediante la diffusione del sapere e delle virtù. Si distanzia da Lutero perché non ha una visione così pessimistica dell'uomo  ed è più vicino ad Erasmo nella fiducia nella ragione umana. Ha una concezione diversa dall'idea di Lutero sul peccato originale: L'uomo era segnato dal peccato originale ma non era necessariamente un peccatore.
Comenio credeva nell'innocenza dei bambini.
Voleva far conoscere a tutti i principi fondamentali del sapere (Pampaedia), perché tutti sono orientati alla salvezza e perché ogni persona va rispettata in quanto a immagine e somiglianza di Dio. Comenio non faceva distinzioni né di sesso, né di nazionalità né
di ceto: Tutti andavano istruiti. 
Dai 6 ai 12 anni tutti i bambini dovevano frequentare la scuola vernacola: una scuola in lingua volgare, si apprendeva a leggere e a scrivere, conteggiare, musica, catechismo, storia e geografia, scienze e i lavori manuali.
Comenio scrive il primo libro didattico illustrato. questo tipo di libro ebbe un grande successo.

lunedì 9 marzo 2020

Educazione nel mondo protestante (pedgogia)

Riforma protestante e alfabetizzazione

Nel mondo scolastico c'è stata un'accanita concorrenza tra il mondo protestante e cattolico.
La teologia luterana aveva una concezione dell'uomo pessimista, di derivazione agostiniana, Lutero credeva che l'essere umano fosse corrotto, ma è avvolto dal mantello protettivo di cristo. 
I protestanti sottolineano la responsabilità dei singoli nel percorso di salvezza, che poteva crescere se l'individuo conosceva la parola di Dio nella Bibbia. Lutero tradusse in tedesco, gettando così anche le basi della lingua tedesca nazionale, facendo un'operazione di unificazione linguistica.
La riforma protestante produsse importanti conseguenze per l'alfabetizzazione. Lutero stesso sollecitò iniziative pubbliche per l'apertura di scuole, e si rivolse ai padri di famiglia con una predica sul loro dovere di istruire i figli.
la necessità che il fedele leggesse direttamente i testi sacri senza necessità della mediazione dei sacerdoti sviluppò il semialfabetismo; cioè essere in grado di comprendere un testo scritto senza saper scrivere.
In questo periodo si sviluppano le scuole familiari, scuole in cui era compito dei genitori insegnare a leggere  ai figli per accostarli ai testi sacri.
I calvinisti impartivano un'educazione rigida ai bambini, perché erano creature istintivamente volte al peccato. Le punizioni corporali  erano considerate giuste. Tutto era volto a creare dei buoni cristiani.