martedì 31 marzo 2020

il ciclo della famiglia (Psicologia)


Tanto i momenti normativi quanto quelli paranormativi richiedono un particolare sforzo da parte della famiglia per mettere in atto nuovi modelli di funzionamento.

La famiglia è il contesto più immediato all'interno del quale si modellano l'identità e lo sviluppo del bambino. Il processo di crescita dei bambini si compie attraverso il susseguirsi di varie tappe evolutive che, per la loro natura, espongono spesso la famiglia e i suoi componenti a momenti critici.
Si può parlare di un evoluzione del gruppo familiare, per far fronte alle situazioni di disequilibrio.Secondo un modello classico, le tappe principali del ciclo evolutivo famigliare sono le seguenti:
  • la costruzione da parte di due persone di un identità di coppia, con la decisione di convivere.
Il quadro tradizionale non rappresenta più in modo adeguato la situazione attuale: oggi le donne partoriscono il primo figlio in età sempre più avanzata e sempre più frequentemente capita che debbano accudire i genitori anziani mentre crescono i figli.
Le differenti caratteristiche sociali ed economiche incidono sulla struttura della famiglia.

La famiglia (Psicologia)

La realtà con cui si riferisce il termine "famiglia" è talmente composita che bisogna parlare di famiglia al plurale: esistono infatti diverse forme di organizzazione e strutturazione dei gruppi famigliari.

Le ricerche più recenti hanno rimarcato ulteriormente la variabilità della famiglia, sottolinenando come, all'interno di uno stesso contesto geografico e culturale, possono coesistere diverse forme di convivenza famigliare.
La variabilità e la disomogeneità non sono riferibili solo al contesto geografico e culturale: in una stessa società troviamo tipologie diverse di famiglia:

-Famiglia patriarcale: in passato era la famiglia più diffusa, essa era composta da più nuclei che convivevano sotto lo stesso tetto dando vita a una grande struttura allargata, con -persone appartenenti a varie fasce d'età. Organizzazione forma piramidale.
-Famiglia ricostruita o ricomposta: sono formate da due adulti, con figli nati dalle unioni precedenti e/o dalla nuova coppia. I genitori acquisiti non sostituiscono quelli biologici , ma spesso vi si aggiungono, cercando di dare una mano.
-Famiglia mista e di migranti: sono composte da genitori di etnia o religione diverse e si stanno diffondendo molto nel nostro paese. Sono la dimostrazione di come si possano vivere e integrare le diversità in modi positivi e non conflittuali.


Sono presenti infine nella società anche famiglie alternative, come la convivenza di coppie omosessuali o alcuni tipi di  convivenze comunitarie in cui i legami e il sostegno reciproco equiparabili alle famiglie tradizionali.
Alcuni studiosi fanno coincidere la famiglia naturale con quella tradizionale mononucleare, quindi considerando altre tipologie come potenzialmente patogene.
Altri ritengono che allargando il concetto di famiglia a forme troppo alternative si rischi di generalizzare troppo il concetto, senza definire con precisione l'oggetto di studio: tutto allora potrebbe essere considerato "famiglia", creando una certa confusione concettuale.
Altri studiosi ancora tendono a interpretare la famiglia attribuendole un preciso significato: il termine si riferirebbe a un determinato modello, quello della famiglia nucleare della società capitalistica, che viene criticato perché basato sull'ineguaglianza dei due sessi.

lunedì 30 marzo 2020

Verifica di fine capitolo psicologia


1) FISSA I CONCETTI


  1. Secondo il sociologo R. Merton, un insieme di persone è definibile "gruppo sociale" se le persone interagiscono tra loro, sentono di appartenere al gruppo, sono identificabili dall'esterno e da ciascun singolo membro come parte di quel gruppo
  2. Il sistema di status all'interno di un gruppo si riferisce alla posizione che ciascun  membro occupa nel gruppo e alla valutazione di quella posizione secondo una certa scala di valori
2) APPRENDI IL LESSICO
  • LEADER è colui che esercita maggiore influenza sugli altri membri del gruppo, facilitando il raggiungimento di un obbiettivo in comune.
  • INERZIA SOCIALE Quando si è in tanti a svolgere un compito, alcuni tendono a defilarsi da impegno e responsabilità
  • COMPORTAMENTO INDIVIDUALE, caratterizzato dal fatto che le persone entrano in relazione e si confrontano sulla base delle caratteristiche personali
  • COMPORTAMENTO INTER-GRUPPO caratterizzato dal fatto che le persone entrano in relazione in quanto appartenenti a determinare categorie sociali
3) STABILISCI I COLLEGAMENTI

L'Onda (Psicologia)

Titolo originale: Die Welle
Paese di produzione: Germania
Anno:2008 
Regia: Dennis Gansel

In una scuola superiore tedesca il programma didattico prevede che i professori organizzino una settimana di insegnamenti tematici. Al protagonista Herr Wenger viene assegnato il tema dell'autocrazia, che accetta suo malgrado e, per rispondere alla sfida lanciata da uno studente, secondo il quale la dittatura non avrebbe mai più potuto realizzarsi in Germania, dà inizio al corso con un'idea originale. Coinvolgere i ragazzi in un esperimento che li trasformi in un gruppo a regime dittatoriale, per dimostrare loro che le condizioni per il totalitarismo sono sempre invisibilmente presenti. A questo scopo, dopo aver guadagnato il ruolo di leader, inizia a veicolare i pensieri e le azioni dei ragazzi affinché si riconoscano in una forte identità collettiva.
L'entusiasmo cresce con facilità e in soli tre giorni nasce e si costituisce L'onda, un gruppo che si trasformerà in una banda organizzata fino al limite estremo di cadere nell'illecito. Quando Wenger interverrà per fermare gli eccessi sarà inevitabilmente troppo tardi.

Nel 2019 Netflix ha prodotto una serie tv ispirata al film

Il gruppo (Psicologia)

4. IL POTERE E LA FIGURA DEL LEADER

Il potere è la possibilità che un individuo ha di influenzare e controllare il comportamento altrui e si esprime in diverse forme:


  • potere di ricompensa, cioè la possibilità di attribuire gratificazioni materiali o simboliche
  • potere coercitivo, cioè la possibilità di imporre sanzioni e punizioni
  • potere legittimo, basato sulla condivisione da parte di un gruppo di determinati valori e norme
  • potere di esempio, per cui le persone si identificano in colui che detiene il potere
  • potere di competenza, per cui un individuo o un gruppo riconoscono a una persona conoscenze specifiche in un determinato ambito
Il leader è colui che esercita maggiore influenza sugli altri membri del gruppo, facilitando il raggiungimento di un obbiettivo comune. La leadership assolve due funzioni ben precise: quella socio emozionale, che riguarda il raggiungimento dell'armonia nella vita del gruppo, e quella relativa al compito, che consiste nell'organizzare al meglio il lavoro di un gruppo.
Il leader espressivo (che si occupa degli aspetti affettivi) spesso è una figura diversa da leader strumentale (che si occupa del buon funzionamento del gruppo)
Le ricerche hanno mostrato che la leadership può essere esercitata adottando stili differenti.
  • leadership autoritaria caratterizzata da severità, spirito conservatore e incapacità di delega
  • leadership democratica caratterizzata da capacità di delega, sensibilità al clima di gruppo
  • leadership permissiva caratterizzata dall'abdicazione del leader al proprio ruolo, per lasciare all'iniziativa degli individui le scelte o le decisioni
In un gruppo ogni persona tende al massimo profitto con il minimo sforzo, contribuendo alla vita del gruppo in maniera differente.
Dunque la leadership comporta per chi la esercita costi e benefici, e ha funzione vitale per regolare la vita del gruppo stesso.

5. LA COESIONE E LA MENTALITÀ DI GRUPPO 

Per parlare di interazione dei componenti di un gruppo ci si riferisce al concetto di coesione. Alcuni studiosi hanno individuato un metodo per misurare il grado di coesione. Lo psicologo e psichiatra Jacon Levy Moreno introdusse questo metodo che prende il nome di sociometria. Consiste nel chiedere ai membri di un gruppo di indicare chi preferiscono tra gli individui del gruppo stesso e i risultati vengono raccolti nel sociodramma.

6. L'IDENTITÀ SOCIALE NELLA TEORIA DI TAJFEL
Nella sua teoria dell'identità sociale, Henri Tajfel analizza le relazioni tra i gruppi sociali collocandole su un continuum ai cui poli estremi rispettivamente si collocano:

  • comportamento inter-individuale, caratterizzato dal fatto che le persone entrano in relazione e si confrontano sulla base delle caratteristiche personali
  • comportamento inter-gruppo, caratterizzato dal fatto che le persone entrano in relazione in quanto appartenenti a determinate categorie sociali o gruppi
Nelle relazioni quanto più una persona si pone in termini di comportamento inter-gruppo, tanto più si sente di agire come membro di un gruppo ben definito, immaginando che ciascun altro agirebbe allo stesso modo. 
I meccanismi individuati da Tajfel determinano una netta dicotomia tra gruppo interno e gruppo esterno: ciascuno assocerà al proprio gruppo a quello esterno connotazioni cognitive ed emotive positive o negative che influenzeranno la qualità delle relazioni sociali. Il livello di autostima di un individuo è quindi conseguenza del valore attribuito al gruppo a cui sente di appartenere.
Secondo lo studioso, l'identità sociale di un individuo ha origine dal suo senso di appartenenza a uno o più gruppi sociali. Il senso di appartenenza a una categoria, può variare nel tempo:
  • se l'appartenenza arrecherà soddisfazione e autostima a ogni individuo , questi cercherà di rimanere membro di un gruppo
  • se invece un gruppo non migliora l'autostima di un individuo, questi tenderà ad abbandonarlo
7. I GRUPPI NEL CYBERSPAZIO

I gruppi virtuali sono costituiti da persone che interagiscono tra loro attraverso reti telematiche o di telefonia sulla base di interesse comune o di un medesimo approccio alla vita di relazione.

Queste aggregazioni prendono la forma di comunità virtuali, raccogliendo membri di differenti culture, età, sesso e status sociale in piattaforme nel Cyber spazio dedicate alla libera espressione di idee, opinioni e atteggiamenti intorno a un interesse o a un argomento.
Vi sono alcuni aspetti distintivi legati in particolare modo al linguaggio e all'identità.
L'uso attuale delle Emoticons  tenta di sopperire a questa mancanza anche in maniera riduttiva e necessariamente stereotipata.
La velocità di comunicazione richiesta dalle piattaforme virtuali, ad esempio nelle chat, pone il problema dell’articolazione del linguaggio, stimolando l’uso di espressioni semplificate (abbreviazioni, codici) che rischiano di inibire l’espressione di pensieri più ricchi e complessi.

Il gruppo (Psicologia)


1. INDIVIDUI E GRUPPI


Il sociologo Merton definisce il "gruppo" come un insieme di individui che interagiscono secondo determinate modelli, provano sentimenti di appartenenza al gruppo, vengono considerati parte del gruppo dagli altri membri.

Secondo la definizione di Merton, un insieme di persone per essere considerato un gruppo sociale deve avere determinate caratteristiche:
  •  Interazione
  • Appartenenza
  • Identità
A queste tre caratteristiche altri psicologi aggiungono la condivisione di scopi comuni, di norme e di valori. Il gruppo sociale va distinto dal semplice aggregato, ovvero un insieme di individui che si trovano in uno spazio fisico, e dalla categoria sociale, ovvero un insieme di persone con caratteristiche comuni.

2. IL SISTEMA DI STATUS E IL RUOLO ALL'INTERNO DEL GRUPPO 

Il sistema di status si riferisce alla posizione che un individuo occupa all'interno di un gruppo e alla valutazione di quella posizione in una scala di valori.
Lo status di ogni membro può comunque essere modificato se subentra una nuova persona all'interno del gruppo.

La ristrutturazione del sistema di status si verifica anche nel caso in cui vengano introdotti nuovi scopi comuni all'interno del gruppo da parte di un membro. In questo caso si innescano dinamiche finalizzate alla ricerca di nuovi equilibri tra i componenti del gruppo.
Il ruolo è l'insieme di aspettative condivise circa il modo in cui deve comportarsi una persona che occupa un certo status all'interno di un gruppo.
Nei gruppi possono anche sorgere i conflitti dovuti alla modalità attraverso le quali si distribuiscono e si relazionano o diversi ruoli.

3. LE NORMI E LE RETI DI COMUNICAZIONE

Le norme sono l'insieme delle aspettative condivise dal gruppo rispetto al modo di comportarsi in quanto appartenenti al gruppo medesimo. Esse indicano le regole di comportamento, sia quando si sta con persone dello stesso gruppo sia quando si interagisce con un gruppo esterno.

L'individuazione delle norme serve a delimitare lo spazio di libertà individuale all'interno del gruppo, il limitare oltre il quale la diversità di un comportamento può sfociare in devianza.

Le norme assolvono le seguenti funzioni:
  • mantenimento del gruppo
  •  raggiungimento degli obbiettivi
  • costruzione di sistemi di riferimento per l'interpretazione della realtà
  •  definizione dei rapporti con l'esterno
La comunicazione all'interno di un gruppo è fondamentale, perché favorisce lo scambio e il consolidamento di relazioni impersonali.
I processi comunicativi possono essere di diverso tipo:
  • la comunicazione a ruota è centralizzata, cioè focalizzata sul leader: è il leader che decide come, quando, a chi distribuire le informazioni.
  • la comunicazione a rete è decentrata, cioè diffusa tra tutti i membri: le informazioni sono distribuite tra tutti
Il clima del gruppo varia a seconda che si adotti un modello centralizzato oppure diffuso, cioè maggiormente distribuito.

la proposta pedagogica di Jean-Jacques Rousseau (pedagogia)

Jean-Jacques Rousseau nasce a Ginevra nel 1712. Inizia a occuparsi di educazione nel 1762.
Una sua famosa opera fu l'Emilio, un romanzo pedagogico nel quale viene rappresentata l'educazione di un immaginario fanciullo, per l'appunto Emilio, dalla nascita alla sua età adulta.

Nel primo libro:

(0-6 anni) Rousseau apre la sua riflessione con due considerazioni preliminari: afferma della bontà originaria dell'uomo, la seconda sottolinea l'importanza dell'educazione.
Rousseau ritiene fondamentali le cure della madre. 

Il secondo libro (6-11 anni):

Rappresenta la fanciullezza dell'Emilio che cresce all'aria aperta, che impara dalle esperienze dirette, in questa fase l'educazione altro non è che rispetto delle leggi di natura. L'apprendimento di Emilio è legato al mondo naturale.

Il terzo libro (12-15 anni):

Rousseau descrive l'età dell'utile, dove si passa dall'apprendimento sensoriale all'apprendimento intellettuale vero e proprio. Il precettore dovrà valorizzare la curiosità e l'interesse di Emilio, dovrà essere in grado di trovare in se stesso i mezzi per ampliare le conoscenze.

Il quarto libro (15-18 anni):

Non è più sufficiente l'approccio indiretto per ben orientare Emilio. Le varie educazioni hanno l'obbiettivo di annullare o di contenere gli effetti dell'amor proprio, e stimola invece l'amore di sé, che conduce alla pietà. 

Il quinto libro (19-25 anni):

Viene presentata la moglie di Emilio, Sofia. L'immagine di Sofia rispecchia la visione dell'epoca di una donna, graziosa, religiosa, dedita al marito e ai figli, gioiosa, intelligente ma non saccente.
La visione di Rousseau attribuisce superiorità all'uomo, nonostante affermi che i due si completino.

Rousseau ha concezione ottimistica dell'uomo, ed è stata la civiltà a renderlo corrotto.
Rousseau sostiene che: 
  • Bisogna rispettare i tempi e la modalità di crescita fisica e psichica dell'infanzia e della giovinezza 
  • Ogni individuo possiede capacità originali, di cui l'educatore deve favorire lo sviluppo
  • L'educazione non deve rimuovere gli ostacoli al naturale sviluppo del fanciullo.
L'Emilio fu un'opera altamente criticata tanto che fu messa al bando da parte del parlamento parigino, che costò il carcere all'autore, che fuggì.